Ho dieci giorni e mi ricordo…. la terribile esplosione che spezza il cielo di notte e fa piovere dentro l’ospedale non è un tiro né un mortaio, né uno sparo d’artiglieria, né una bomba… è il tuono del mio primo temporale. Una collera del cielo che mi rassicura, anche se è più impressionante del fuoco degli uomini….. perchè io sono un’orfano di dieci giorni contento di sentire che la natura è più forte di loro. Questo stesso giorno, giorno 10, un’infermiera deposita un pacchetto sul grande letto bianco, fra Amir e me. Questo pacchetto di appena qualche ora si chiama Leyla Mirkovic… per la prima volta, eccoci riuniti tutti e tre. Le nostre teste una accanto all’altra, e i nostri corpi tesi come i raggi di una stella…. mi metto ad ascoltare i rumori delle nostre vite. Sono il maggiore, per dieci giorni, l’orfanello felice che ama Leyla, che ama Amir e che ama il rombo del cielo in collera.
